Citizen journalism, ma avrebbero potuto chiamarlo semplicemente “giornalismo partecipativo”, il suo nome italiano.
E’ quella nuova forma “attiva” di giornalismo che prevede, appunto, la partecipazione dei propri lettori: fenomeno senz’altro ricollegabile al contesto del blog.
Con questo termine identificano i creatori di IsayBlog (“i say”, non a caso), il proprio operato, operato al quale dedicano senz’ombra di dubbio molte energie, e diverse risorse umane. E bisogna dire che tali energie sono incanalate bene. Nelle schermate del blog si respira aria di sicurezza e professionalità, ma sopratutto grande fiducia nella “missione”. Tutti gli aspetti hanno una particolare compattezza, come se davvero non fossero mai frutto di una casualità o decisione all’ultimo.
La varietà di contenuti non è “simbolica”, ma reale: i diversi argomenti trattati rendono il sito interessante per un ampio target di navigatori, e si può quasi parlare di qualità in termini di esposizione, di linguaggio. E’ quel modo di esprimersi semplice e grammaticalmente corretto che rende la lettura piacevole e le da un senso. Sembra scontato, eppure non lo è.
Forse per questo i creatori hanno desiderato “dare un nome alle cose”, forse per questo ci tengono ad inserire il proprio lavoro nel campo giornalistico. Perché c’è davvero attenzione alla varietà (e quindi non più blog come sfogo personale, ma servizio offerto), perché c’è davvero voglia di scrivere e scrivere bene.
Ma non solo: c’è anche un rapporto “speciale” con la rete, rapporto che di solito si stabilisce con edifici antichi o vie che esistono da sempre. La rete è trattata come realtà che accoglie e dalla quale farsi accogliere, più che come un campo così vasto da poterci “scaricare” i rifiuti.
Si percepisce facilmente che dietro ad Isay ci sono persone preparate e con passioni solide, indirizzate verso la realizzazione. Persone, insomma, che hanno qualcosa da dire.
Visita www.isayblog.com
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Profondo Rosso – a cura Kiwi Rosso
Approfondimento su post di rilievo del blog recensito
Segnalo la gustosa intervista fatta dalla redazione di Liquida ad Alex Zarfati,
content manager di IsayBlog.
GAETANO PORCASI
Commento di ‘Guest’ scritto il 2008-06-22 19:57:12
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L’ARTE CONTRO LE VIOLENZE MAFIOSE. LE OPERE RACCONTANO LA STORIA DAL 1943 AL 2007 http://WWW.GAETANOPORCASI.IT
Scritto da: PORCASI GAETANO | 25 marzo 2008 a 00:52
L’impegno nel sociale.La parola legalita’ è stata a tal punto usata da provocare nei cittadini,quando la si sente un senso di fastidio.Applicare la legalità ed affermare di rispettare le legge dello Stato dovrebbe essere il primo passo che ogni cittadino dovrebbe fare come osservare i suoi doveri,per poi chiedere di avere garantiti i suoi diritti.L’arte cosi come la legalità sebrano due entità astratte ma non è cosi.Sono stato sempre convito che l’arte non è solo estetica,ma quando fa riflettere sui problemi sociali e dell’umanità diventa uno strumento per risvegliare le coscienze,Cosi l’artista che è sensibile ai temi sociali non può esimersi dal denunciare con lo strumento che ha a disposizione le discrasie della società ed in essa delle lobby di potere.Il potere infatti non ama essere criticato, qualunque ideologia proclami e di qualunque colore si veste. Il potere ama conservare e preservare se stesso e può influenzare ed indirizzare la politica,la società. Nelle mie opere ho cercato di segnalare e sottolineare il ruolo devastante del potere sulla politica,sull’ambiente,sulle persone.Il denaro alleato stretto del potere pur di svilupparsi tende a calpestare la dignità dell’uomo e la bellezza della natura e spesso la salute stessa di ciascuno.Per questo ho pensato alle mie opere come strumento di denuncia sociale.E quando ho segnalato l’inquinamento di cui siamo noi stessi vittime ogni giorno puntuale è arrivata la reazione con denuncia,con ostracismi,e con l’indifferenza alle mie opere che talvolta sono state dele provocazioni,proprio per dimostrare come le generiche affermazioni di legalitàa nulla valgono quando si dice di voler fare una cosa e poi si realizza l’esatto opposto.Recentemente con amici,giornalisti,politici di buona volontà stiamo provando a mettere in campo un laboratorio culturale trasversare che ha ala base l’onestà ,l’osservanza dei valori umani,il rispetto delle diversità l’ipegno per conservare alle generazioni future un pianeta ed un ambiente vivibile fatto da persone solidali nei fatti.Per questo abbiamo pensato di dover accerttare il confronto con gli uomini di buona volontà.E’ in questo spirito che ho deciso di accertare questo riconoscimento che viene da chi vuole intestarsi un progetto di buon governo che possa migliorare la qualità della vita della nostra terra.E’ una la sfida che lanciamo a voi e che facciamo a noi stessi.Pittore antimafia Gaetano Porcasi.www.gaetanoporcasi