Nazione Indiana è un blog importante. E questa è, forse, la miglior definizione che si possa attribuire ad un contesto così privo di pretese e abbellimenti inutili, dedicato esclusivamente ad una sobria, costante, instancabile riflessione sul mondo moderno che, che lo si voglia accettare o no, è sempre più impregnato di multiculturalità.
Multiculturalità che, d’altronde, è sempre esistita, in maniera ben più intensa e profonda in epoca pre-globalizzazione, ma che ora sembra essere così bisognosa di spiegazioni e risposte. Sì, perché oggi si è così fiduciosi delle proprie appartenenze e delle proprie territorialità da aver, continuamente, necessità di distinzioni.
Nazione Indiana è uno spazio immaginario, il nostro, in cui popoli diversi sono in contatto produttivo e positivo. In cui tale contatto non è fonte di conflitto ma di crescita. E’ un immaginario Melting Pot in cui, invece dell’assimilazione, dell’imposizione, della cecità, l’osservazione e l’interesse si rivelano le modalità privilegiate di approcciarsi.
Gli autori sono persone dagli impegni molteplici, con grande interesse verso la cultura e le arti. Proprio le arti sono spesso state quell’unica area “neutrale” di incontro possibile, la “bolla” in cui, indipendentemente dai conflitti vigenti e dai pregiudizi del momento, è sempre stata possibile la creazione e la costruzione costante di qualcosa di nuovo.
Nazione Indiana è un blog da leggere come un libro, per imparare sempre qualcosa di nuovo dall’attenzione quasi scientifica verso una purezza di posizioni e contenuti, ma anche per godere di una buona, breve, lettura, sempre su un argomento nuovo.